16 Apr 2026 - 12:30  
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Volo acrobatico e rischi

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Cari Amici,

Come avete letto nella nota ufficiale della FSIVA, un tragico incidente ha colpito il mondo dell'acrobazia sportiva.

Non intendo trarre alcuna conclusione sul fatto in sè, per il quale tuttora sono in corso le indagini volte a chiarire le cause: desidero solo precisare alcune cose che mi sembrano ancora "in aria" cioè dette e non dette, sperando di non urtare la suscettibilità di alcuno.

Premesso che, come tutti, sono ancora sconvolto dall'accaduto, anche perchè sono stato uno degli ultimi a vedere il pilota deceduto (DOPO l'incidente, non prima: e non mi sono affatto divertito), osservo che alcuni hanno deciso, a causa dell'impatto emotivo causato dall'incidente, di ritirarsi dall'attività sportiva. Altri invece non hanno tratto le stesse conclusioni ed intendono continuare, come si è fatto in altre simili e tristi occasioni, traendo insegnamento dai fatti ma non buttando il bambino assieme all'acqua sporca.

Ciascuno merita rispetto per le proprie decisioni, quali che siano: si tratta di fatti personali che non richiedono alcun commento, in cui le persone coinvolte sono benissimo in grado di decidere da sè e per sè, nè è lecito a mio parere esprimere giudizi a favore o contro.

Però, nel rispetto delle decisioni altrui, ciascuno deve secondo me porsi i giusti problemi e, possibilmente, indirizzarli a soluzione. Senza drammatizzare: siamo grandi e non possiamo non sapere che il volo (acrobatico o no) è un'attività che implica un rischio, che gestiamo con addestramento, attenzione, manutenzione eccetera ma che rimane sempre un rischio. A noi tutti il compito di gestirlo affinchè non generi fatti drammatici.

Anch'io sostengo, e da tempi non sospetti prendendomi all'occorenza anche delle contumelie, che l'Unlimited di oggi è esagerata: direi che non è uno sport estremo bensì uno sport estremista, ossia dove vince chi sopravvive. Ed i soldi c'entrano fino a un certo punto, perchè la fortuna non si compra e son rimasti secchi anche quelli che non spendevano un soldo per volare, come il povero Delorme caduto lo scorso anno col CAP232 militare.

Quindi il problema è forse altrove. Nel tentativo di farmi una ragione dell'accaduto sono andato a scartabellare nelle scartoffie che ho accumulato dal 1993, anno in cui ho cominciato a seguire i campionati italiani ed internazionali, ed ho scoperto quello che in cuor mio già sapevo.

Ossia che gli aeroplani sono gli stessi di allora (il CAP232 ed il SU31 hanno debuttato nel 1993-1994), ma le sequenze per cui erano stati disegnati erano non molto più "dure" di quelle dell'Avanzata di oggi.

Allora la nostra "squadretta" (non perchè i nostri valessero meno, ma perchè gli altri erano davvero "squadroni") riusciva a incassare medaglie e piazzamenti combattendo ad armi quasi pari cogli altri, e la gente non si ammazzava in o attorno alle gare.

Erano i tempi in cui, con orgogliosa sicurezza, dicevamo che il modo più sicuro di fare acrobazia era farlo in gara, ed era effettivamente vero perchè invece negli airshows o nell'acrobazia "recreational" gli incidenti c'erano eccome, anche se attribuibili a cause diverse dalla difficoltà delle manovre.

Lo spartiacque fra l'acrobazia "umana" e quella "estremista" si posiziona secondo me al 1997, quando è stato introdotto il "bonus" nei liberi: da lì la corsa di tutti, bravi e meno bravi con superaviònes o residuati bellici, a liberi da 6-7 figure per avere il 20-25% di punti in più. Figure tanto "cariche" da stressare oltremisura aeroplani e piloti erodendo i margini oltre il tollerabile e tali da rendere la rincorsa ai primi posti una carica di Balaclava, con cavalieri senza macchia e senza paura armati di sciabolette contro i cannoni. La cronologia degli eventi negativi è già stata evocata, e non intendo qui ripresentarla. Osservo solo che dei campioni della prima metà degli anni '90 non ce n'è più uno che gareggia, e mica perchè sono vecchi.

L'intento del "bonus" era di fare più spettacolo per attirare pubblico e quindi sponsors: obiettivo miseramente fallito per altre ragioni (ne riparleremo) ma con lo strascico che stiamo discutendo. Per inciso, l'ideatore e massimo propugnatore del bonus, Ramon Alonso (ottimo pilota e mio buon amico), non si vede in gara da qualche anno.

Quindi non si tratta di abolire l'acrobazia o, come sostiene qualcuno, imporre visite mediche più approfondite (a parte il fatto che la visita di prima classe mica ti dice con 6 mesi di anticipo se cadrai in coma ipoglicemico quando sei in giro senza mangiare da 13 ore e poi vai in volo), bensì di riportare l'Unlimited a limiti compatibili con l'ambiente generale, uomo+macchina, senza che per vincere si debba essere votati alla morte oltre che miliardari.

La Formula 1, per fare un esempio di sport in qualche modo simile al nostro per entità dei rischi che si corrono, l'ha fatto, dopo l'ecatombe di piloti del 93-94 (Villeneuve, Pironi eccetera), ed ha segato motori e minigonne, stretto le gomme e tanto altro ancora per rendere le macchine guidabili e non mortali. A noi basta strappare qualche pagina di Aresti, perchè riportati nei giusti limiti gli aerei (e i piloti) vanno benissimo.

Questo è il problema da portare alla CIVA, e credo che chi di dovere lo farà senz'altro. Noi, nel nostro piccolo, continuiamo a volare (chi lo vorrà) e casomai cerchiamo di cambiare, se lo riterremo utile, le regole di casa nostra, e se la CIVA non cambia pazienza, speriamo che lo faccia ma intanto noi ci mettiamo in sicurezza.

La FSIVA vuole che la gente voli "acro" di più, non di meno, e l'Unlimited cosiffatta forse non è la risposta giusta al desiderio diffuso di fare il looping che emerge dalle tante mail che ho letto e dai commenti che ho sentito, nè l'esempio edificante che attira le nuove leve: chi vuole dare una mano per cambiare è il benvenuto.

My two cents... un po' lunghi, ma spero che perdonerete.

Luca Salvadori
Presidente FSIVA


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